Concretizzazione a livello aziendale

Dal momento che la legge e molti contratti collettivi di lavoro non forniscono delle definizioni chiare della collaborazione o del diritto di esprimere la propria opinione, occorre colmare questo vuoto a livello aziendale. Tale soluzione consente  di evitare discussioni di principio nell’ambito di ogni attività sui diritti di partecipazione.

Al fine di chiarire chi dispone di quali competenze, è ragionevole differenziare e definire, oltre ai livelli di collaborazione e alle parti nell’ambito della collaborazione, i diritti di partecipazione.

Una proposta di definizione attuale:

I lavoratori o le loro rappresentanze d’interessi hanno diritto a un’informazione tempestiva e complessiva su tutte le questioni che è fondamentale conoscere per un regolare adempimento dei rispettivi compiti di collaborazione (v. più in basso il fondamento della collaborazione).

I lavoratori o le rispettive rappresentanze d’interessi hanno il diritto di essere ascoltati da coloro che sono preposti a prendere le decisioni (direzione di gruppo, direzione locale, quadri dirigenti ecc.), dialogando con gli stessi, prima che le decisioni vengano prese. I lavoratori o le rispettive rappresentanze d’interessi hanno il diritto di presentare delle proposte. Inoltre godono del diritto a una motivazione della decisione quando le loro obiezioni non vengono tenute in considerazione, o ciò è avvenuto solo in parte. Dalla prospettiva dei lavoratori, ciò altro non è che il diritto di partecipazione. Dal punto di vista di chi è preposto a prendere le decisioni, si parla di dovere di consultazione.

Si parla di codecisione minoritaria quando i collaboratori, risp. la loro rappresentanza d’interessi hanno un delegato con diritto di voto in seno a un organo, o all’interno di un gruppo di lavoro. Il fronte dei lavoratori gode quindi di un voto di molti.

Codecisione paritaria

L’entrata in vigore o la modifica di una regolamentazione definita necessita dell’approvazione di entrambe le parti. Il datore di lavoro e i dipendenti, rappresentati dagli organi o dalle persone competenti, devono rila sciare la propria approvazione.

Tali questioni possono essere decise naturalmente dai lavoratori, risp. dalle loro rappresentanze d’interessi. Ovviamente ciò implica ancora una volta un obbligo informativo nei confronti del partner nella collaborazione. La «concezione autonoma dei ruoli» equivale all’adempimento autonomo del compito in qualità di parte sociale. Ciò significa che, ad es., una rappresentanza del personale, nell’esercizio del rispettivo ruolo, non è seggetta al diritto di imposizione di direttive del datore di lavoro. 

Inoltre può essere definito un diritto di partecipazione temporaneo nell’ambito delle misure di gestione rilevanti per la collaborazione e/o il personale orientate ai progetti o ai processi (tutti progetti elaborati a livello interdisciplinare al di fuori delle normali mansioni professionali sotto forma di un’organizzazione del progetto o di un gruppo di lavoro, limitati a livello temporale e a favore di un committente). La collaborazione della RP al livello adeguato nell’ambito di tali progetti di gestione ha luogo prima dell’assegnazione dell’incarico definitivo per il progetto alla persona responsabile e viene concordata temporaneamente (accordo in materia di collaborazione correlata al progetto). Una modifica è rilevante per il personale se, nel caso di una o più persone, presupponesse un cambiamento di luogo di lavoro (anche della sezione), compiti, orari di lavoro, salario, livello gerarchico o ripartizione delle prestazioni, o se determinasse uno o più licenziamenti.

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